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Nutrizione nei primi 1000 giorni

L'origine dell'obesità infantile














Quali sono le cause?


L’obesità infantile è diventata una vera e propria epidemia, associata sia a fattori di tipo biologico, sia sociali e ambientali, vediamoli insieme: i fattori biologici si riconducono alla fase di gravidanza, all’allattamento e alla dieta del neonato, quindi anche al periodo di svezzamento. In particolare in fase di gravidanza la composizione corporea della madre, l’eccessivo aumento di peso, lo sviluppo di diabete Mellito di tipo 1 o una predisposizione genetica sono stati associati allo sviluppo di obesità.



Latte materno o l’alimentazione artificiale?


Questo è stato un dibattito piuttosto comune soprattutto negli ultimi anni, il latte materno è stato categorizzato come nettamente migliore ma le differenze comportamentali a livello sociale nei confronti dell’allattamento al seno piuttosto che artificiale hanno sempre compromesso l’analisi. Uno studio recente però, ha messo a confronto neonati allattati al seno con neonati nutriti artificialmente ed è stata riscontrata una diminuzione delle probabilità del sovrappeso infantile. Tuttavia, deve anche essere riconosciuto che la maggior parte delle opinioni fino ad oggi è a favore dell'effetto protettivo del latte materno nei confronti dell'infanzia. Si è visto che la modalità di allattamento influenza il tasso di crescita dei bambini associati al seno rispetto al latte artificiale.


Latte materno: valutazione nutrizionale ed effetti


È noto che i neonati allattati al seno crescono più lentamente rispetto a quelli nutriti con latte artificiale. In particolare sono state evidenziate le composizioni nutrizionali sia del latte materno che di quello artificiale e si è visto che a livello energetico il fabbisogno è maggiormente soddisfatto nei neonati allattati al seno rispetto a quelli nutriti artificialmente in quanto questi ultimi tendono ad assumere volumi maggiori in termini di cibo una volta svezzati, al contrario di quelli allattati al seno che invece tendono a diminuire i volumi sul lungo periodo. Le formulazioni artificiali hanno dal 50 all’80% in più di proteine rispetto al latte materno e questa grande discrepanza si ricollega alle curve di crescita citate in precedenza. È anche vero che però si nota un importante aumento di peso associato all’assunzione di molte proteine. In ultima analisi, a differenza delle proteine si è riscontrato che il latte materno presenta una maggiore quantità di acidi grassi polinsaturi a catena lunga (OMEGA) che sono associati a livelli di glucosio più bassi nei muscoli scheletrici dei neonati e questo contribuisce alla prevenzione di uno stato infiammatorio. I neonati allattati al seno tendono a regolarsi di più in termini di quantità rispetto ai neonati allattati artificialmente e questo può contribuire a migliorare la situazione diminuendo il rischio di obesità.



Svezzamento, come comportarsi?



L’ultima fase è quella della dieta complementare e precoce: alcune ricerche sostengono che il tempismo di introduzione di cibo solido non influisce sulla probabilità dello sviluppo di obesità , d’altra parte, lo svezzamento prima dei 4 mesi nei neonati alimentati artificialmente è stato associato allo sviluppo di obesità all’età di tre anni. Inoltre in età infantile il microbiota non è sviluppato completamente e questo influisce sull’assorbimento. Un non corretto assorbimento dei nutrienti causa malnutrizione che è poi una delle principali cause di obesità.


In conclusione


L’influenza materna durante la gestazione, l’allattamento al seno e l’implementazione di una dieta corretta nei primi anni di vita possono essere dei potenziali interventi positivi per contrastare l’obesità infantile.



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