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  • Dott.ssa Mariastella Pollini

Che fretta c'era.... Maledetta primavera!


CHE FRETTA C’ERA… MALEDETTA PRIMAVERA

Nonostante la primavera si associ alla rinascita della natura dopo il periodo invernale, spesso può non essere così per il nostro organismo.

Non è raro infatti, che molti, all’inizio di questa stagione, percepiscano senso di stanchezza, difficoltà a sostenere i ritmi della giornata, apatia, ma anche difficoltà di concentrazione, mal di testa, problemi digestivi, spesso insonnia, irritabilità e sbalzi di umore.

Questo perché avviene?

Col passaggio dall’inverno alla primavera, le temperature si alzano e le ore di luce aumentano. Questo ha delle notevoli ripercussione sul nostro organismo in quanto la luce e il buio stimolano il rilascio di particolari neurotrasmettitori capaci di influenzare si il corpo che mente, come nel caso della melatonina e della serotonina. In inverno, dove le ore di buio sono maggiori rispetto alle ore di luce, l’organismo produce più melatonina (detto anche «ormone del sonno»). In primavera, con l’aumento delle ore di luce, viene prodotta più serotonina (l’«ormone della felicità»), che influisce su psiche e fisico, agevolando le variazioni comportamentali e alimentari. Con l’avvento della primavera però, il nostro orologio biologico”, al quale è connesso tutto l’asse immuno-neuro-endocrino è ancora sintonizzato con le condizioni di luce e temperature invernali. Per questo motivo è necessario concedergli il giusto tempo per trovare il nuovo equilibrio e soprattutto cercare di coprire il fabbisogno di tutti i micronutrienti, i quali non sono altro che enzimi e cofattori necessari per il nostro metabolismo. Inoltre, in inverno solitamente l’attività fisica cala, si tende a mangiare cibi più pesanti e calorici e così le tossine si accumulano più facilmente. L’organismo risulta quindi più appesantito e le energie vengono meno, anche se ce ne accorgiamo solo alla resa dei conti. Con l’arrivo della primavera, si possono quindi presentare preesistenti gastriti e coliti, oltre che ai sintomi sopra citati.

Cosa fare dunque?

Non è un caso che la primavera proponga tante verdure e frutta molto disintossicanti, diuretiche e soprattutto ricche di quei micronutrienti di cui necessitiamo in questo periodo, tra cui vitamina C e magnesio. La vitamina C infatti, la troviamo in kiwi, di cui detiene il primato: 85mg ogni 100g, bastano infatti 2 kiwi medi per coprire il fabbisogno giornaliero di questa vitamina, ma in anche limoni e arance. Il magnesio invece, parte integrante della clorofilla, ossia il pigmento verde dei vegetali, è presente negli ortaggi (asparagi, broccoli, lattuga), mediamente 30mg ogni 100g, ma anche nei cereali integrali e nei legumi (in particolar modo nelle lenticchie, 80mg).

Assumere quindi, alimenti freschi di stagione aiuta notevolmente a combattere qui sintomi tipici da “cambio di stagione” grazie al loro importante contributo nel coprire i nostri fabbisogni di vitamine e sali minerali, variando sempre le pietanze nel nostro piatto, inserendo sempre una fonte di carboidrati integrali (farro, orzo, riso integrale, derivati dei cereali come pasta e pane integrali) ricchi di tiamina che combatte la fatica e promuove la salute delle cellule nervose, una di proteine povere di grassi saturi (carne bianca, pesce, uova e legumi), una di grassi insaturi (olio extravergine di oliva ma anche frutta secca e semi oleosi) e, l’immancabile fonte di fibre, vitamine e sali minerali, la verdura di stagione.

Un esempio di un contorno sfizioso, sano, che ci faccia fare il pieno di vitamina C e magnesio?

Insalata di lattuga, songino e kiwi alla menta

Ingredienti per due porzioni:

200g di kiwi 100g di lattuga 100g di songino menta fresca 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva Un pizzico di sale, pepe e aceto di mele

Tagliate finemente 2 foglie di menta e mettetele nell’olio con una macinata di pepe e un pizzico di sale. Riducete a tocchi la lattuga e tagliate a spicchi i kiwi. Mescolate lattuga e kiwi, unite il songino e conditeli con l’olio alla menta e una spruzzata di aceto di mele

Dott.ssa Mariastella Pollini

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