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  • Dott.ssa Giulia Amandolesi

Nutrizionista e Psicologo: come nasce il coaching alimentare


E’ possibile che due figure professionali tanto diverse riescano a collaborare?

La risposta è ovviamente si. Non solo possono ma è assolutamente consigliabile che ciò avvenga.

L’intervento combinato delle due figure professionali, oltre ad avvantaggiarsi di un duplice sguardo specialistico, garantisce al paziente un percorso terapeutico completo, volto al raggiungimento di un benessere che è tanto fisico quanto psichico.

Le nostre abitudini alimentari sono profondamente influenzate dai pensieri, dalle esperienze e dalle emozioni, per questo un nuovo approccio che si basa sulla collaborazione di nutrizionisti e psicologi permette di esplorare più approfonditamente i vissuti psichici, le credenze inconsce ed i sentimenti che impattano sulle condotte alimentari, sul metabolismo e sulla persona nel suo complesso.

Lo psicologo, nello specifico, supporta il paziente durante l’intera durata del percorso, aiutandolo non solo a trovare la giusta motivazione per mantenere il piano alimentare più adatto a lui, ma anche a far emergere tutti quegli ostacoli per cui è più difficile raggiungere determinati obiettivi. Ad esempio è possibile lavorare sull’immagine di sé, sull’autostima o sull’evitamento di contesti deficitari per il paziente.

Perché andare dallo psicologo spaventa tanto?

Ecco 10 pregiudizi che circondano la figura dello psicologo

1. LO PSICOLOGO È PER MATTI

Perché è una bufala:

tra le persone che si rivolgono allo psicologo solo una parte soffre di gravi disturbi psichici, il resto dei pazienti si limita a vivere problematiche circoscritte come ad esempio una difficoltà emotiva, una fatica relazionale, un momento di crisi o un evento stressante. Senza dimenticare chi sta bene ma vuole stare meglio echi desidera compiere un viaggio conoscitivo di sé.

2. LO PSICOLOGO È PER DEBOLI (E IO VOGLIO FARCELA DA SOLO)

Perché è una bufala:

- Cercare soluzioni ai propri problemi in autonomia è salutare, ma a fronte di tentativi infruttuosi ripetuti, perché non ricorrere ad un aiuto qualificato?

- Riconoscere disagi e limiti personali (e non attribuibili agli altri) è in realtà un grande atto di forza;

- Responsabilità e merito del cambiamento sono esclusivamente personali: nessuno può affrontare il disagio psicologico al nostro posto.

3. LO PSICOLOGO POTREBBE MANIPOLARE LA MIA MENTE

Perché è una bufala:

...lo psicologo rispetta l’autonomia e le credenze dei suoi pazienti, si astiene dall’imporre il suo sistema di valori e non usa in modo inappropriato la sua influenza...” (dal codice deontologico degli psicologi)

4. IO SONO FATTO COSÌ (CAMBIARE È IMPOSSIBILE)

Perché è una bufala:

Molte persone pensano di essere nate (o cresciute) con un determinato carattere e di non avere altre alternative di comportamento. In realtà abbiamo.

- La responsabilità di come ci comportiamo;

- Il potere di regolare le nostre reazioni

Che è possibile sviluppare attraverso un lavoro su noi stessi

5. NESSUNO PUÒ CAPIRE IL MIO DOLORE

Perché è una bufala:

Già solo questo convincimento è ciò che in parte sostiene ed alimenta il malessere.

Questo pregiudizio si presenta anche nella variante “COME POTRÀ CAPIRMI QUALCUNO CHE NON HA VISSUTO IL MIO STESSO PROBLEMA?

- Esperienza maturata nel tempo

- Formazione continua

- Empatia

Questi sonno gli strumenti che lo psicologo coltiva e utilizza per affrontare situazioni diverse, anche se non le ha vissute in prima persona.

6. È IMPOSSIBILE RISOLVERE PROBLEMI CONCRETI SOLO PARLANDO

Perché è una bufala:

Il linguaggio non serve solo per descrivere la realtà, ma è il mezzo attraverso cui essa viene costruita parlare ci aiuta a cambiare il modo con cui attribuiamo significato al mondo, modificando di conseguenza i nostri atteggiamenti e comportamenti.

7. LA PSICOTERAPIA DURA TROPPO

Non è sempre così, la durata dipende dal motivo della consultazione, da quale percorso è più adatto alla persona, dall’approccio del terapeuta e da quanto stabilito con il professionista nelle prime sedute. Possono esservi infatti:

- Consulenze psicologiche (che per definizione durano anche solo qualche colloquio)

- Percorsi brevi (di mesi)

- Percorsi lunghi (di anni)

8. LO PSICOLOGO COSTA TROPPO

Esistono percorsi a prezzi calmierati. Consultare direttamente gli specialisti:

- In strutture private

- Presso studi privati

- Nel servizio pubblico

9. PERCHÉ RIVOLGERSI A UNO PSICOLOGO QUANDO POSSO PARLARE CON UN AMICO?

La natura delle due relazioni è totalmente diversa:

- Lo psicologo non è coinvolto in dinamiche affettive con il paziente, per questo, è più obiettivo di un amico ed è possibile parlargli di tutto senza la paura di modificare e/o complicare situazioni quotidiane

- Lo psicologo è concentrato sul paziente, il paziente è concentrato su di sé. Ciò crea uno spazio utile all’esplorazione e al cambiamento.

- Lo psicologo possiede competenze e strumenti utili ad affrontare difficoltà strutturate; elementi di cui difficilmente un amico dispone.

10. AH.. SEI PSICOLOGO?!

- “Allora devo stare attento a quello che dico o mi analizzi” Lo psicologo non è dotato di poteri paranormali, dunque non è in grado di capirvi al primo sguardo.

- “Stanotte ho sognato XYZ cosa significa?” I sogni (con cui non tutti gli psicologi lavorano) non hanno significati prestabiliti, ma acquistano un senso all’interno della vita della singola persona.

Conoscere questi pregiudizi è il primo passo per:

  1. Promuovere il prendersi cura della propria mente come compito quotidiano

  2. Far sì che lo psicologo faccia sempre meno paura e che diventi un alleato piuttosto che un nemico

Quindi.. Chi può avvalersi di un percorso Psico-Nutrizionale?

Non esiste un utenza esclusiva, chiunque viva un rapporto ambivalente e difficile con il cibo o ne percepisca l’esigenza per qualsiasi altro motivo, può farne richiesta.

In generale può risultare particolarmente utile per chi:

- Ha sperimentato più volte una dieta senza riuscire a portarla a termine

- Fatica a seguire il piano alimentare in modo continuativo

- Soffre di Disturbi del comportamento alimentare (può rendersi necessario l’invio a strutture specializzate)

- Soffre di patologie croniche (in molti casi il paziente oltre a dover seguire un piano alimentare idoneo è tenuto a fare i conti con malattie croniche per i quali è sicuramente utile un sostegno psicologico)

Dott.ssa Giulia Amandolesi

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