• Dott. Emanuele Simbari

Diete dalla A alla Z: dalla Atkins alla Zona!

Aggiornato il: apr 15


DALLA ATKINS ALLA ZONA!

La dieta Atkins, la dieta chetogenica, la dieta dissociata, la dieta metabolica, la dieta mima-digiuno, la dieta Scarsdale, la dieta a zona… e l’elenco potrebbe essere lunghissimo. Esistono ormai un numero indefinito di modelli alimentari, una “selva selvaggia e aspra e forte”, citando Dante, di “diete”, all’interno della quale anche i più informati possono sentirsi disorientati. Molte delle diete esistenti ad oggi sono state oggetto di numerosi studi scientifici, alcune di queste hanno ottenuto anche buoni risultati, tanto da essere sostenute da pubblicazioni scientifiche, che ne suggeriscono l’utilizzo in particolari condizioni, o per particolari obbiettivi.

Ma proviamo a fare chiarezza!

Il lato negativo principale risiede nel fatto che nella maggior parte dei casi queste diete vengono intraprese in modo del tutto autonomo o su consiglio di persone che non hanno conoscenze in materia, facendo spesso riferimento alle poche e spesso inesatte informazioni che circolano sul web o su riviste non di tipo scientifico.

Inoltre, se ci addentriamo in una analisi generale della maggior parte di questi modelli alimentari, possiamo notare che vengono accomunati da quattro grandi macro-aree, che rappresentano spesso anche motivo di fallimento del percorso alimentare:

IPOCALORICITÀ: nonostante gli approcci alimentari siano diversissimi tra loro, nella scelta degli alimenti, nella temporalità del consumo, nella suddivisione dei macro-nutrienti, tutti sono accomunati dal fatto che suggeriscono il mantenimento di una quota calorica giornaliera ben al di sotto del fabbisogno della persona, che come abbiamo spiegato nel nostro articolo “Dieta Ipocalorica: la morte del metabolismo!” provoca una riduzione della massa magra, adattamento e rallentamento metabolico, con conseguente aumento del senso di fame e ripresa a medio-lungo termine del grasso perso nel breve periodo.

SBILANCIAMENTO NUTRIZIONALE: oltre ad essere diete ipocaloriche, la maggior parte di queste risultano essere sbilanciate anche in termini nutrizionali, sia per quanto riguarda l’adeguato apporto e suddivisione dei macro-nutrienti, sia per quanto riguarda l’introduzione di corrette quantità di micronutrienti, provocando in alcuni casi nel lungo periodi sintomi che derivano da carenze nutrizionali.

SCARSA INDIVIDUALIZZAZIONE: in un momento storico-scientifico in cui a livello nutrizionale ci si muove sempre più verso l’individualizzazione dell’approccio alimentare in base alle preferenze e alle esigenze della persona, fare riferimento a modelli standardizzati, che in alcuni casi prevedono il divieto assoluto e immotivato del consumo di intere categorie alimentari o di specifici alimenti, risulta alquanto obsoleto.

SCARSA ADERENZA A MEDIO-LUNGO TERMINE: la somma delle ragioni viste sopra provoca infine l’abbandono del percorso alimentare; infatti diminuisce il senso di sazietà a favore del senso della fame, i risultati ottenuti nei primissimi periodi non vengono mantenuti, si fa difficoltà a seguire un modello alimentare che impone scelte poco consone ai propri gusti e alle proprie abitudini, e tutto ciò fa si che la persona ritorni alle cattive abitudini precedenti.

Elenco di alcune tra le diete più famose, con loro aspetti positivi e negativi.

(clicca sull'immagine per accedere al file pdf)

Il team Nutrition Specialist consiglia di evitare diete troppo sbilanciate, e soprattutto consiglia di rivolgersi a professionisti della nutrizione prima di intraprendere un qualsiasi percorso nutrizionale, per assicurarsi il raggiungimento degli obiettivi in termini salutari, estetici e di prestazioni fisiche.

Dott. Emanuele Simbari

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